Marco Nannini - Ocean Racing
Condizioni durissime per la terza tappa della Global Ocean Race
E' passata poco piu' di una settimana dalla partenza della Global Ocean
Race e dopo una breve pausa dopo la burrasca di alcuni giorni fa stiamo di
nuovo navigando in condizioni durissime, 30-35 nodi di vento sul muso,
mare in continuo deterioramento, barca che sbatte sulle onde, sottocoperta
il moto e' violentissimo ed anche le operazioni piu' semplici richiedono
tempi infiniti.
Due barche si sono ritirate dalla regata per via delle condizioni
particolarmente dure e anche questa seconda burrasca si sta dimostrando
impegnativa per il team sudafricano di Phesheya Racing, costretto oramai
da ore a mettersi alla cappa (manovra che consente di fermare la barca e
superare condizioni meteo estreme).
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Rimonta in seconda posizione dopo la burasca alla Global Ocean Race
Gli ultimi giorni della Global Ocean Race hanno visto drammatici sviluppi
durante la burrasca con venti forza 9 che ha travolto la flotta. Nel cuore
della notte abbiamo ricevuto una telefonata da una delle altre barche, una
voce agitata ci informa che stanno valutando se ritirarsi dalla regata
date le condizioni meteo... difficile dare consiglio in quella situazione,
allora mi limito al vecchio adagio della nonna "riposati e pensaci
domani". Poche ore dopo riceviamo un'email dal direttore della regata, la
barca anglo-francese Campagne de France e quella Neo Zelandese di BSL
hanno diretto prua verso nord per evitare il peggio della burrasca...
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Un giorno in paradiso, un giorno all'inferno
I primi giorni di questa terza tappa, una volta superate le arie
turboolente dello Stretto di Cook, sono state relativamente piacevoli,
venti al traverso o portante in un mare moderato ci ha consentito di
prendere il largo e lasciarci la Nuova Zelanda rapidamente alle spalle.
La nostra scelta iniziale di buttarci a sud ha pagato ed ora abbiamo oltre
70 miglia di vantaggio sui nostri avversari diretti su Phesheya che hanno
una barca identica alla nostra.
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Grazie anche a voi siamo in Oceano per la terza tappa della Global
Siamo in mare da due giorni e lentamente riprendiamo il ritmo della vita
in barca, buste di cibo liofilizzato, cambi vele, report delle posizioni
dei concorrenti, cioccolata, etc... la partenza non e' stata delle piu'
semplici con subito tutta una serie di piccoli problemi, la stazione del
vento di ricambio che avevamo comprato a Cape Town e installata per
rimpiazzare quella persa la scorsa tappa ha iniziato a dare un errore
informatico dopo appena pochi minuti di utilizzo, eravamo ancora in porto
ma troppo tardi per farci qualcosa, l'alternatore non caricava le
batterie, la pompa del ballast non dava segni di vita e le luci di vie non
sembravano funzionare.
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Marco Nannini eletto Velista dell'anno 2012
Marco Nannini, il trentatrenne velista torinese impegnato nella Global Ocean Race (GOR) 2011/2012, e' stato eletto Velista dell'anno dal Giornale della Vela. Il prestigioso trofeo viene assegnato annualmente dal 1991 e nelle scorse edizioni ha coronato velisti quali Alessandra Sensini, Giovanni Soldini e Francesco Deangelis. Marco Nannini ha mosso i suoi primi passi nelle regate d'altura solo nel 2006 ma in pochi anni ha preso parte ad importanti regate con una vittoria nella propria categoria nella OSTAR 2009, un secondo posto assoluto alla Shetland Round Britain ed Ireland 2010, una partecipazione alla Route du Rhum ed infine l'iscrizione al giro del mondo a tappe in doppio.
Grazie! Col vostro aiuto sono passato in testa alla classifica provvisoria "Velista dell'anno"
Un breve messaggio per ringraziare tutti coloro che nei giorni scorsi mi hanno votato online sul sito del Giornale della Vela portandomi cosi' in testa alla classifica provvisoria che determinera' la premiazione del Velista dell'anno. Sono comparsi online svariati articoli di supporto e il link per votare si sta diffondendo rapidamente su Facebook e Twitter, in pochi giorni una valanga di voti che mi regala un sorriso durante gli stressanti preparativi per la terza tappa della Global Ocean Race.
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Velista dell'anno 2011?
Vi scrivo da Wellington dove procedono i preparativi per la terza e piu' temuta delle tappe della Global Ocean Race che ci vedra' affrontarel'Everest indiscusso della vela d'altura con il passaggio del mitico Capo Horn.
Nelle scorse due settimane ho avuto modo di recuperare le energie dopo la dura tappa da Cape Town a Wellington, procedono i lavori per rimediare ai danni fatti durante le tempeste dell'Oceano Indiano anche se un po' a rilento visto che il container della regata che ci segue con tutti i ricambi ed attrezzi non e' ancora franco dalle stringenti ispezioni di dogana.
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Celebrazioni a Wellington dopo una durissima seconda tappa della Global Ocean Race
La radio VHF per la prima volta dopo un mese ha rotto il silenzio poco prima delle 6 del pomeriggio ora locale, il direttore della regata Josh Hall ci ha chiamato per dirci che ci stanno venendo in contro con un gommone, ci siamo, siamo a Wellington.
Incidente di percorso, distrutto uno spinnaker inseguendo i francesi
Come si sa questo e' un gioco difficile fatto di mille equilibri, mille
decisioni ed equilibri da trovare... stavamo andando alla grande
tallonando i francesi di Campagne de France, pensate che abbiamo
recuperato oltre 500 miglia di distacco in una settimana.
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Sempre piu' vicini alla Nuova Zelanda ma passeremo il Capodanno in mare
Siamo in mare da oltre un mese e l'emozione a bordo sta cresendo di ora in
ora, ci mancano ancora 500 miglia allo stretto di Cook dove gireremo a Sud
Est per arrivare a Wellington, sull'isola nord della Nuova Zelanda,
composta appunto da due isole Nord e Sud.
500 miglia sembrano orami pochissime ma mentre le miglia scendono
l'anticipazione aumenta e il tempo si espande fino a sembrare fermo e sei
sempre "quasi arrivato".
Dopo oltre 30 giorni in mare ieri abbiamo avvistato a qualche miglio una
nave mercantile, il primo segno dell'esistenza dell'uomo sulla faccia di
questo pianeta da quando abbiamo lasciato Cape Town e l'ultimo dei
pescherecci alle nostre spalle...
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